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Ambiente

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Riteniamo che sia necessario fermare la cementificazione: non abbiamo bisogno di ulteriore consumo di suolo: abbiamo case, uffici, negozi e capannoni vuoti. Cementificare aree agricole non ha senso e costituisce una sorta di “non ritorno”, considerato che non conosciamo aree edificabili tornate ad essere agricole. Assolutamente da rifare, quindi, il PGT approvato recentemente. Ed il PGT va rifatto ascoltando le indicazioni dei comitati e dei cittadini ed anteponendo la salute e l’ambiente (strettamente correlati) a qualsiasi altra cosa.

In una realtà come la nostra sono prioritarie le bonifiche dei siti inquinati (due esempi significativi: area Caffaro – contaminazione PCB – ed ex cava Piccinelli – contaminazione Cesio 137 -). Le bonifiche vanno studiate ed attuate rapidamente.  A tale proposito, intendiamo chiedere (come già avviene a Taranto) la pubblicazione sul sito del Comune di Brescia dei dati relativi agli inquinanti,  da aggiornare quotidianamente (è compito del sindaco tutelare la salute dei cittadini!): non dimentichiamo il triste terzo posto della nostra città nella classifica europea dei centri con l’aria maggiormente inquinata. Per monitorare gli inquinanti c’è bisogno di avere centraline di rilevamento posizionate in zone “significative” per traffico e presenza di attività produttive inquinanti. Facciamo un esempio chiarificatore: la centralina di rilevamento collocata in Broletto (zona a traffico limitato) ha meno senso della centralina posizionata in Via Triumplina, in Via San Polo, in Via Oberdan (ed in queste vie la centralina non c’è…).

Anche gli orti comunali vanno monitorati: che senso ha, per esempio, assegnare ai cittadini piccoli orti da coltivare sotto le torri di San Polo (possiamo tranquillamente dire sotto l’Alfa Acciai), se si rischia di mangiare zucchine alla diossina?

All’inquinamento dell’aria contribuisce senza dubbio l’inceneritore, che brucia il triplo dei rifiuti prodotti a Brescia, immettendo in atmosfera inquinanti cancerogeni. Chiediamo che venga completamente ripensato il problema dei rifiuti e che si tenda all’obiettivo “rifiuti zero”. Come? Con una buona campagna di informazione, con una raccolta porta a porta, con la differenziazione “a monte” ed “a valle” del rifiuto.

Si potrebbe avviare il progetto in un quartiere campione (come è stato fatto in altre città) ed estenderlo, successivamente agli altri quartieri.

Si avvicina anche il fatidico 2016, anno entro cui, secondo Regione Lombardia, dovrà essere smaltito tutto l’amianto presente sul nostro territorio. Le tre discariche approvate in Lombardia sono, per fortuna, attualmente sotto sequestro (una magnifica e limpida gestione del problema “smaltimento amianto”, a quanto pare). Noi crediamo che non sia giusto sotterrare i rifiuti. Perché? Perché si consuma suolo e lo si rende sterile (ve lo immaginate un campo di granturco sopra una discarica?); perché è impossibile monitorare i rifiuti se stanno sotto terra…per tanti altri motivi…

Quindi, che fare? Noi crediamo, innanzitutto, che l'”allarme amianto” sia stato costruito ad hoc per far guadagnare i Signori delle Discariche (indagine Nicoli Cristiani docet). In altri paesi l’eternit viene costantemente monitorato, manutenuto e, solo se strettamente necessario, asportato dai tetti.

Crediamo che, per incentivare l’abbandono del mezzo di trasporto privato sia necessario migliorare il servizio del mezzo pubblico. Come? Realizzando parcheggi scambiatori alle porte della città, riducendo il costo dei biglietti degli autobus (e del futuro Metrobus) e creando una rete di trasporto pubblico capillare, attiva anche durante le ore notturne. Gli autobus attualmente in circolazione dovrebbero, inoltre, essere gradualmente sostituiti da mezzi meno inquinanti.

Vorremmo estendere la zona pedonale a TUTTO il centro storico, con i parcheggi coperti attualmente presenti sul ring a disposizione dei soli residenti, a costi contenuti. Naturalmente, non vogliamo che venga realizzato il parcheggio sotto il Castello..

Vorremmo che alcuni borghi storici (Borgo Trento, Sant’Eufemia…) e le zone di aggregazione dei quartieri periferici divenissero gradualmente zone pedonali.

Vorremmo che fosse potenziato il PEDIBUS e che fossero rese più sicure le piste ciclabili presenti in città (alcune di queste piste, ad esempio quella che collega il Villaggio Sereno a Fornaci, sono vere e proprie “trappole mortali”).

Vorremmo che il limite di velocità fosse ridotto di almeno 20 km/h in tangenziale, autostrada e lungo le strade urbane (la riduzione della velocità riduce gli inquinanti emessi in atmosfera).

Sarebbe interessante valutare l’utilizzo della Piccola Velocità per realizzare poli logistici raggiungibili su rotaia (ma questo tema va approfondito con uno studio ad hoc), disincentivando, in tal modo, il trasporto su gomma.

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