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Alcune riflessioni sulla Caffaro, di Giovanna Giacopini

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01/04/2013 di Brescia Solidale e Libertaria

caffaroMolte persone ieri hanno seguito la trasmissione “Presa Diretta” dedicata alla Caffaro ed all’inquinamento prodotto in un secolo di attività. A dire il vero, già all’inizio della sua storia (come ben documentato dallo storico ambientalista Marino Ruzzenenti) l’azienda ha creato grossi problemi ai pozzi, agli animali ed ai cittadini (compresi i lavoratori che operavano al suo interno).
Gli abitanti di Lamarmora forse ricordano che, all’inizio di Via Ziliani, esisteva una casa popolare assegnata ai lavoratori della Caffaro: tutti morti, alcuni anche in giovane età, delle stesse malattie di cui ieri parlavano i cittadini dell’Alabama intervistati da Iacona.
La morte, per i lavoratori, arrivava dopo anni passati a convivere con un’arsura alla gola contro cui nulla si poteva fare. Sapete cosa faceva l’azienda? Regalava ogni giorno (così mi è stato raccontato) un litro di latte. Un litro di latte!!
Lavoratori sacrificati sull’altare del profitto, senza che nessuno facesse nulla, così come nulla è stato fatto, per oltre un secolo, per tutelare l’ambiente ed i cittadini dai danni provocati da questa fabbrica di morte.
Eppure già nel 1916 si sapeva dei pozzi inquinati, dell’acqua imbevibile, deli malesseri provocati da questa azienda.
Ma l’industri chimica volava e garantiva utili da capogiro ad investitori ed azionisti…e chissenefrega se la gente muore, se i danni provocati alla salute sono mortali e si trasmettono di madre in figlio, se la contaminazione di acqua e terra ha raggiunto livelli tali da rendere (forse) impossibile la bonifica…
Nessuno ha fatto nulla. Per un secolo. Nessuno ha fatto nulla per i lavoratori e per i cittadini che, per decenni, hanno raccolto frutta e verdura nei campi contaminati, hanno allattato i loro figli trasmettendo, con il latte, anche il PCB…
A Seveso, per molto meno, le persone furono evacuate e la bonifica ebbe inizio subito… A Brescia no.
A Brescia si continua a vivere e lavorare come se nulla fosse, come se la bomba ecologica che ha compromesso per sempre il futuro di questa città fosse qualcosa che non ci riguarda da vicino, come se il cromo esavalente che beviamo fosse qualcosa di “normale”, il prezzo da pagare per lo sviluppo industriale dell’ultimo secolo.
Nessuna misura straordinaria, nessun ordine di evacuazione…Si pensa, piuttosto, a quanto è bella ed ecologica la nuova metropolitana, alla prossima edizione della Mille Miglia, alle notti bianche..
La giunta attuale, così come quelle che l’hanno preceduta, non pare preoccupata dalla bomba… Non si vuole allarmare i cittadini…
Eppure si sarebbe dovuto fare un’opera di informazione CAPILLARE, chiedere alle madri di non ALLATTARE i figli al seno, predisporre un piano di evacuazione, pretendere una immediata bonifica…e si sarebbe dovuto trascinare, quando ancora c’era, l’azienda in giudizio.
Quanto vale la vita di una persona? Quanto vale la vita degli abitanti della nostra città?
Sicuramente meno di un titolo del mercato azionario..

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