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Sulle condizioni dei Rom e dei Sinti

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30/01/2013 di Brescia Solidale e Libertaria

vauroAccanto al tema dei migranti non si possono  dimenticare le condizioni in cui sono tenuti Rom e Sinti nei campi di via Borgosatollo e di via Orzinuovi.
Nel 1966, in pieno centrosinistra, fu adottato il vigente  “regolamento  per aree nomadi” che pare scritto  sessanta anni prima. In esso infatti si prevede una serie di fattispecie che hanno come conseguenza  l’espulsione dal campo; per fare alcuni esempi  rischiano l’espulsione coloro che  partecipano a una rissa dentro o fuori dal campo, che permettono ai minori di accattonare, che ospitano persone non autorizzate, che sono condannati in via definitiva o che sono colti in flagranza di reato. Il più delle volte l’allontanamento si concretizza con l’abbattimento della baracca che serve da alloggio.
Proviamo ad immaginare quante famiglie benpensanti bresciane si troverebbero senza abitazione e a quanti onorevoli, assessori o consiglieri, specie regionali, sarebbe abbattuta la casa se il regolamento valesse per tutti.

Braccio operativo ed armato per l’applicazione del regolamento è la polizia locale ove agisce una sezione specializzata, la cosiddetta “squadretta antirom”; non poche  sono le “scorrettezze” verso Rom e Sinti che chiamano in causa la polizia locale .

Questa grave situazione deve subito cessare, per ciò  noi chiediamo, e con questo scopo agiremo di conseguenza in consiglio comunale, l’abrogazione del  “regolamento  aree nomadi”,  lo scioglimento della “squadretta antirom” della polizia municipale, il disarmo della stessa polizia e la riconoscibilità  degli agenti mediante chiari segni identificativi da apporre sulla divisa.

Le pratiche che le istituzioni assumono verso le fasce deboli della società sono equivalenti a  una guerra; sono l’altra faccia della medaglia delle guerre sanguinarie  che in nome del popolo italiano sono state fatte, sono in corso o sono prossime a realizzarsi in paesi vicini o remoti. Per questo ci batteremo in consiglio affinché siano dichiarate persone non gradite a Brescia non solo i razzisti, che fanno una guerra interna alle fasce deboli della società, ma anche tutti coloro che nelle istituzioni ed in altri contesti significativi  hanno ripetutamente sostenuto o sostengono le missioni militari italiane all’estero.

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