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Il carcere della vergogna

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27/12/2012 di Brescia Solidale e Libertaria

Se si dovesse giudicare la città di Brescia dalla sua prigione e cioè Canton Mombello la sentenza sarebbe di “colpevolezza”!!!

Noi della Lista Brescia solidale e libertaria assumiamo e condividiamo in pieno la lotta per la chiusura del carcere di Canton Mombello ed abbiamo deciso di non voltarci dall’altra parte, ma di guardare ai problemi di questo carcere con tutta la sensibilità che ci contraddistingue proprio per la nostra differenza nell’affrontare i vecchi nodi che la vecchia politica ci lascia in eredità: Canton Mombello è uno di questi.
Vogliamo scuotere le coscienze anestetizzate della popolazione bresciana
anche di fronte all’orrore della vita dei detenuti della casa circondariale di via Spalto San Marco.
Quante volte si deve ripetere che vivere con meno di un metro quadrato di spazio a disposizione è
una tortura anche per il buon senso comune, e non solo per la Corte europea dei diritti dell’uomo? Ricordando a tal proposito che proprio perché l’Italia non riconosce il reato di tortura, sono oltre 2 mila le sentenze emanate contro il nostro paese dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
Diciotto persone nella stessa angusta cella, con un solo bagno in stretto contatto col cibo e il fornelletto per cuocere le pietanze non risulta a tutte e tutti un’immagine scandalosa, disumana, vergognosa?
Per non enumerare poi le numerose malattie fra cui scabbia, epatiti, tubercolosi, Hiv, parassitosi di cui sono vittime i detenuti, i loro parenti in visita e il personale penitenziario…
Chiudiamo il carcere di Canton Mombello: sì!!! Ma come?!…, ci chiederà qualcuno?
Prima di tutto mobilitando e coinvolgendo tutto il
mondo dell’associazionismo che gravità positivamente intorno al carcere;
inoltre prendendo sul serio il ruolo del
Sindaco di Brescia in quanto responsabile della salute pubblica della città, perciò anche della popolazione carceraria di Canton Mombello; per non dimenticare poi il ruolo dell’Asl di Brescia e le sue responsabilità, dopo che la legge 244/2007, art. 2, comma 283, punto a ha disposto il trasferimento al Servizio Sanitario Nazionale di tutte le funzioni sanitarie svolte prima dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dal dipartimento della giustizia minorile del Ministero della Giustizia. L’Asl, che ogni semestre deve relazionare sugli esiti delle visite ispettive di sua competenza, non può nascondersi dietro la sua funzione di “prevenzione”, dichiarando che queste relazioni vengono trasmesse agli enti preposti e che il suo ruolo è così assolto, perché a questo punto noi ci chiediamo quale significato l’Asl e gli enti preposti danno al termine prevenzione!!!

Senza dimenticare il Tribunale di Sorveglianza di Brescia, i cui magistrati mantengono un atteggiamento di chiusura nei confronti dell’applicazione dei benefici di legge e del cosiddetto “decreto svuota carceri”.

Ma il problema per noi è ancora più a monte e non è quello di aumentare il parco edilizio penitenziario, con la costruzione di un Verziano 2 o un nuovo Canton Mombello, come ha promesso la vecchia amministrazione in un esercizio di costruzione di una realtà ipotetica attraverso una semplice dichiarazione di volontà futura; ma quello di abrogare le leggi che producono carcerazione eccessiva, come la Bossi-Fini, la Fini-Giovanardi e la ex-Cirielli, questo anche attraverso soluzioni come amnistia, indulto e pene alternative.

Quello che si deve fare il prima possibile, dunque, è concedere una serie di forme alternative alla detenzione, che rendano effettivo il principio per cui la detenzione deve essere la misura eccezionale mentre la norma è l’applicazione di pene alternative! Cambiare il carcere significa liberarsi della sua necessità, cambiando i meccanismi sociali che oggi lo rendono indispensabile per il mantenimento dell’ordine costituito e degli apparati di potere. Significa far si che tutte e tutti vivano in condizioni migliori, eliminando per primi i meccanismi che creano forti sperequazioni economiche. Significa cambiare la cultura della separazione e della repressione!

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